Al fine di risolvere il problema del miglior sfruttamento energetico degli RSU col minimo impatto sull’ambiente, noi proponiamo una soluzione basata sul processo cosiddetto di “dissociazione molecolare”. In questo processo, i rifiuti, senza alcun trattamento preliminare, vengono caricati in celle ermeticamente chiuse nelle quali, per mezzo di appositi sensori, il livello di ossigeno viene mantenuto basso (attorno al 6 per cento in volume) e la massa è portata ad una temperatura moderata (300-500 °C) per almeno 24 ore. In tal modo, i rifiuti subiscono reazioni organiche lente e senza fiamma. Queste reazioni si auto-sostengono e determinano rotture di composti organici ad alto peso molecolare, in conseguenza delle quali si producono molecole piccole, essenzialmente una miscela di ossido di carbonio, anidride carbonica, idrogeno e metano.
Questa miscela prende il nome di “gas di sintesi”, o, più brevemente, “singas”. Si ha anche, ovviamente, una certa ossidazione. Tuttavia l’ossigeno presente, da una parte serve a tener calda la massa in reazione con il limitato calore di ossidazione svolto, dall’altra però non è sufficiente ad essere inglobato, assieme al cloro, in grosse molecole aromatiche (cioè le cosiddette “diossine”), molto pericolose per la salute umana. Poiché poi le reazioni avvengono in modo calmo e senza fiamme, si ottengono molto minor quantità di polveri fini che, ad esempio, negli inceneritori. Un ulteriore vantaggio proviene dalle basse temperature di processo. Esse infatti sono inferiori ai punti di fusione dei metalli più noti contenuti negli RSU (alluminio, rame, etc.). Di conseguenza, questi metalli si ottengono puliti sul fondo delle celle e possono essere venduti tali e quali, senza nessun trattamento ulteriore. Anche il singas in uscita è assai pulito e può essere venduto come combustibile, al posto del metano, per motori a gas. Oppure se ne può estrarre l’idrogeno, che può essere utilizzato come combustibile nelle celle a combustibile (fuel cells) per ottenere energia elettrica con elevati rendimenti. I costi di impianto ed il terreno necessario sono contenuti. Vedi qui la nostra presentazione Il nostro partner industriale è una delle più qualificate aziende che operano nel settore. Inoltre, in questo periodo, stiamo coordinando gli sforzi di un gruppo di ricercatori nell’industria, nell’ambiente medico e ministeriale, al fine di implementare un processo per la distruzione, e contemporaneo sfruttamento energetico, dei rifiuti ospedalieri.